Ratto

Quando si parla di ratti, ci si riferisce in realtà ad un ampio gruppo di specie, due sole delle quali sono presenti in Italia, il ratto nero (Rattus rattus) e il ratto delle chiaviche (Rattus norvegicus).
Il primo è un eccellente arrampicatore, è maggiormente legato alla vegetazione arborea ed arbustiva, presenta una morfologia più agile, con coda lunga e orecchie sviluppate. Il secondo presenta peso e dimensioni superiori, orecchie e coda meno sviluppati, ed è diffuso soprattutto nelle fogne e sulle rive dei corsi d’acqua urbani. Entrambe di origine asiatica, le due specie si sono diffuse in momenti differenti nel bacino del Mediterraneo. Il ratto nero è presente da almeno due millenni, mentre il ratto delle chiaviche è giunto più di recente, nel corso del XVIII secolo. Entrambe hanno poi colonizzato gran parte delle terre emerse del pianeta.
I ratti sono portatori di varie malattie anche gravi, tra cui la salmonellosi e la leptospirosi, ma nei secoli passati hanno contribuito alla diffusione della peste, una delle malattie che ha mietuto più vittime nell’antichità, giungendo tuttavia fino ai giorni nostri.
I ratti si nutrono di qualunque tipo di alimento, sia esso presente in natura oppure si tratti di un residuo dell’alimentazione umana o degli animali domestici. Tuttavia, il ratto nero predilige cereali e frutta, mentre il ratto delle chiaviche ha una preferenza per il cibo di origine animale.
La riproduzione è legata soprattutto alle disponibilità alimentari e alle condizioni climatiche, e nei centri urbani può avvenire nel corso di gran parte dell’anno, con interruzioni nei periodi con condizioni climatiche estreme.

Scoiattolo grigio

Lo scoiattolo grigio americano (o più semplicemente, scoiattolo grigio) è inserito nella lista dell’Unione Internazionale di Conservazione della Natura (IUCN) che identifica le 100 specie alloctone invasive più pericolose a livello mondiale. Originario del continente nord-americano, è stato introdotta in Europa (Italia ed Isole Britanniche), Sud Africa ed Australia. Specialmente in Europa la specie fin dalla sua introduzione è divenuta invasiva, andando a competere con l’autoctono scoiattolo rosso, causandone localmente l’estinzione.

Lo scoiattolo grigio, è una delle molte specie di scoiattoli arboricoli naturalmente presenti nel continente nord-americano. Di media taglia (può raggiungere anche i 700 grammi) e con abitudini diurne, lo si può vedere muoversi oltre che tra le chiome degli alberi anche frequentemente a terra.
Il mantello è sempre di colore grigio brillante, con parti (variabili per forma ed intensità della colorazione) rosso mattone su muso, dorso, zampe e fianchi. Il ventre è bianco. Non presenta mai ciuffi auricolari. La coda, che ha importanti funzioni, quali bilanciere nella corsa e nei salti, protezione termica durante l’inverno, segnale di avvertimento per conspecifici e predatori, è di colore marrone grigio-argento e possiede due caratteristiche bande laterali bianche.
Questi ultimi due caratteri morfologici (mancanza di ciuffi auricolari e coda), sono quelli maggiormente diagnostici rispetto all’autoctono scoiattolo comune (o rosso).
Lo scoiattolo grigio è diurno con picchi di attività giornalieri che interessano le prime ore del mattino e il tardo pomeriggio. In inverno la specie non va in letargo, ma riduce notevolmente la sua attività concentrandola nelle ore più calde della giornata.
La femmina di scoiattolo grigio partorisce mediamente 2-3 piccoli dopo 44 giorni di gestazione. Gli accoppiamenti avvengono a dicembre-febbraio e maggio-giugno.

Topo

Il topo domestico (il cui nome scientifico è Mus musculus) è un ospite delle abitazioni umane fin dall’antichità. Testimonianze storiche della Grecia e della Roma antiche riportano di rimedi più o meno efficaci per liberarsi di tali sgradite presenze. La sua indole curiosa la rende una specie piuttosto facile da catturare con trappole di varia tipologia o da avvelenare con esche rodenticide. Tuttavia, la sua taglia estremamente ridotta (il suo peso medio è compreso fra i 10 e i 15 grammi) lo rende in grado di colonizzare capillarmente intere strutture civili, complicando così la strategia di difesa. Inoltre, il suo ridotto fabbisogno idrico fa sì che possa adattarsi a vivere in qualunque ambito offra disponibilità di alimenti, non essendo l’acqua un fattore limitante.
Infine, il suo potenziale riproduttivo esplosivo lo rende in grado di infestare rapidamente qualunque ambiente offra le condizioni ecologiche adeguate in termini di cibo e possibilità di ricovero: si pensi che una femmina è in grado di riprodursi all’età di 60 giorni, dando alla luce da 5 a 8 piccoli anche una volta al mese.